Venerdi 19 10 2018 - Aggiornato alle 05:42

img_6499
Licata Al Liceo Linares la legalità come fattore di sviluppo

Protagonisti gli studenti del biennio impegnati in un approfondimento sulle attività delle due organizzazioni sul territorio e sulle influenze negative della mafia sull’economia

- 23/05/2016

Un incontro di sensibilizzazione al tema del rispetto della legalità quello avvenuto stamane al Liceo “V. Linares” di Licata. “L’iniziativa - dice la dirigente scolastica Rosetta Greco -, in collaborazione con il Consorzio agrigentino per la legalità e lo sviluppo e l’associazione antiracket ed antiusura FAI Agrigento, ha visto protagonisti gli studenti del biennio impegnati in un approfondimento sulle attività delle due organizzazioni sul territorio e sulle influenze negative da parte dell’organizzazione mafiosa sull’economia. La scuola – continua la preside -, luogo privilegiato di formazione di cittadinanza attiva e responsabile, deve aiutare i giovani a capire che dove non c’è legalità non c’è progetto di sviluppo, non è possibile la crescita di un’imprenditoria sana in grado di rilanciare l’occupazione”.

Entusiasta la presidente del Consorzio per la legalità, Mariagrazia Brandara: “Il Comune di Licata è socio del Consorzio per la legalità, che gestisce i beni confiscati alla mafia, e ci è sembrato doveroso, soprattutto in un periodo così difficile per questo territorio ed in un giorno che ci ricorda tristemente i martiri che per lo Stato hanno dato la propria vita, creare un’occasione di confronto con gli studenti che speriamo possa contribuire fattivamente ad affermare la cultura della legalità”, conclude Brandara.

A farle eco Andrea Messina, presidente di FAI Antiracket Agrigento ed anche componente del consiglio di amministrazione del Consorzio per la legalità, che sostiene che “Licata è un territorio in cui tanto si può e si deve ancora fare su questi temi, ma che ha già avviato da tempo un'inversione di tendenza grazie all’impegno delle Forze dell’Ordine, della Magistratura e di esponenti dell’economia sana. Percorso – continua Messina - che FAI Antiracket Agrigento, anche in quest’area geografica, ha sempre supportato con l’assistenza alle vittime del racket e per il quale oggi mettiamo un altro tassello sotto il profilo culturale”.

Presente anche Renzo Caponetti, presidente dell’associazione FAI Antiracket Gela, che ha coinvolto gli studenti con la sua testimonianza di successo di lotta al racket mafioso nella città di Gela, raccontando episodi di denuncia di imprenditori coraggiosi e di normalizzazione dell’economia.

SCRIVI UN COMMENTO A QUESTO ARTICOLO

scrivi alla redazione